Racconti e interventi

Devo dirti una cosa

Devo dirti una cosa

Carlo Lucarelli
2012 -

Era lo stesso sguardo di tanti anni fa –quanti, trenta, quaranta?- quella specie di tremito così indifeso negli occhi che da azzurri le diventavano quasi grigi. Fragile, vulnerabile, sembrava chiederti aiuto senza dirti niente, perché Maria non ne aveva mai chiesto a nessuno, di aiuto, mai, tranne quella volta –quando, trenta, quarant’anni fa?- che mi guardò.
Mi ero innamorato di quello sguardo.
E l’amavo ancora adesso.
“E’ venuto un ragazzo, uno del sindacato”.
C’era un biglietto da visita sul tavolo della cucina. Diceva che il ragazzo faceva l’avvocato.
“Aveva telefonato ma non te l’ho detto. Io non volevo che venisse, ma ha insistito, e allora…”.
“Perché? Cosa voleva?”
“Non ti arrabbiare…”.
Ancora quello sguardo, così smarrito.
“Ma no che non mi arrabbio, però… sono tuo marito, un avvocato vuole parlare con mia moglie e non mi dici niente…”
“Voleva parlarmi di Domenico”.


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